Net-zero

Per un’azienda o un’attività raggiungere il net-zero implica la riduzione delle emissioni di gas serra in linea con una traiettoria di +1,5°C (stabilita dall’Accordo di Parigi) e la rimozione di una quantità di CO2 equivalente alle emissioni residue del periodo specificato.

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Ad Ottobre 2021 è uscito lo standard net-zero di SBTi per le aziende con l’obiettivo di fornire una metodologia affidabile di valutazione e comunicazione.
Spesso si confonde il concetto di net-zero con carbon (o climate) neutrality, che si realizza quando la totalità delle emissioni antropogeniche di gas serra residue sono compensate da una pari quantità di emissioni ridotte, evitate o rimosse all’interno di un determinato orizzonte temporale.
E’ chiaro come la carbon neutrality sia un obiettivo intermedio (o di breve termine) per assicurare che gli sforzi aziendali siano coerenti con il raggiungimento dell’obiettivo net-zero di medio-lungo termine.
In particolare, il concetto di carbon / climate neutrality è ormai superato e non rappresenta una best practice in termini di strategia climatica: questo perché lascia spazio ad interpretazioni sulla necessità di ridurre le emissioni prima della compensazione e sulla qualità dei crediti utilizzati per la stessa. E’ preferibile quindi impegnarsi a  finanziare l’azione climatica oltre la filiera, integrando questa attività in un percorso che preveda la riduzione delle emissioni in linea con l’accordo di Parigi, verso un obiettivo net-zero di lungo periodo. Puntare al net-zero attraverso una strategia che includa riduzione delle emissioni e finanziamento dell’azione climatica rappresenta un approccio  più attuale e coerente con gli standard internazionali, approccio sicuramente più credibile anche dal punto di vista comunicativo.

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