Sinergia tra profit e no profit per gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030

Al workshop "Sostenibilità e valore condiviso in una prospettiva di cooperazione internazionale” organizzato dal CSR Manager Network, l'associazione italiana dei professionisti che si dedicano alle politiche di CSR e di sostenibilità, Andrea Maggiani, Managing Director Carbonsink, ha parlato del ruolo del settore profit e no profit nel mondo della cooperazione e di come questi due mondi possono interagire nel raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Agenda 2030 e nel contrastare concretamente i cambiamenti climatici.

La Climate Finance per uno sviluppo sostenibile a lungo termine

Carbonsink da sempre, nell’ambito della lotta al cambiamento climatico, ha voluto affrontare questa sinergia con il concetto di climate finance, cioè tramite tutti quei finanziamentidi provenienza sia pubblica che privata, destinati allo sviluppo di progetti e programmi di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici. Questi includono meccanismi specifici di supporto come i 'crediti di carbonio' e aiuti finanziari per attività di mitigazione e adattamento con il fine di incoraggiare la transizione verso la "Climate Neutrality" e verso uno sviluppo sostenibile.

Nello specifico l'idea è di integrare il meccanismo delle compensazionitema ancora oggi controverso per il mondo delle imprese, all'interno della cooperazione. Quest'ultima oggi, specie nei paesi in via di sviluppo, è uno dei soggetti che meglio realizza interventi ambientali di riduzione delle emissioni, fornendo accesso all’acqua potabile, sistemi di efficientamento energetico, realizza progetti di forestazione, agricoltura sostenibile, energia rinnovabili ecc.

I progetti di mitigazione del cambiamento climatico come soluzione alle sfide dello sviluppo sostenibile

In questo ambito i progetti di mitigazione al cambiamento climatico hanno la potenzialità di generare delle riduzioni, queste riduzioni possono essere certificate ed utilizzate dalle aziende.

Un’azienda che utilizza questo meccanismo ha un duplice obiettivo: da un lato contribuire attivamente alla lotta ai cambiamenti climatici all’interno della propria strategia aziendale, e allo stesso tempo sostenere la cooperazione italiana e le ONG nella realizzazione di progetti di cooperazione allo sviluppo

Da una parte le aziende, che vogliono andare oltre i propri confini aziendali, e che per ragione strutturali non ha potuto ridurre oltre le proprie emissioni e quindi decide di intraprendere un percorso proattivo di sostegno alla ONG nel progetto, e dall’altra parte un risultato, cioè l’ammontare di co2 evitata in atmosfera grazie al progetto, che viene certificata ed ha quindi un contro valore economico per entrambi i soggetti.

I progetti di compensazione sono delle soluzioni innovative in grado di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità contribuendo inoltre al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali garantendo benefici sociali, economici ed ambientali su scala globale.

Sinergia tra profit e no profit per gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030