IPCC Report 2018: the transition to a zero-emission world can no longer wait

Il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), organismo internazionale incaricato di valutare le scienze legate ai cambiamenti climatici, istituito nel 1988 dall'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) e dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), ha il principale obiettivo di fornire ai responsabili delle politiche valutazioni regolari, e basate sulla scienza, del cambiamento climatico, dei suoi impatti e dei rischi futuri e delle opzioni di adattamento e mitigazione.

Quest'anno l'IPCC ha voluto celebrare il suo 30esimo compleanno rilasciando un rapporto storico, dal titolo "Global Warming of 1.5°C", un manuale climatico senza precedenti per riuscire a contenere il riscaldamento globale. Sono oltre 100 gli scienziati che hanno analizzato il modo in cui il mondo può raggiungere l'obiettivo di 1,5˚C e limitare gli impatti associati a questo aumento di temperatura.

Il limite di 1,5˚C sancito dall'Accordo di Parigi che specifica che i paesi dovrebbero "limitare il surriscaldamento a ben 2˚C, e proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5˚C", è fortemente a rischio dal momento che la temperatura media terrestre potrebbe arrivare a crescere di 1,5 gradi già tra il 2030 e il 2052.

Il Report IPCC ha disegnato un vero e proprio scenario disastroso, dove il Climate Change assumerà contorni e dimensioni che rischiano di avere effetti catastrofici sul clima, con conseguenze drammatiche sul versante ambientale, sociale ed economico per l'intero pianeta.

Gli esperti che hanno analizzato la situazione attuale del Global Warming, hanno sì dipinto una situazione tragica, ma attenuare i peggiori effetti del riscaldamento globale è ancora possibile. Per farlo servono cambiamenti rapidi, di vasta portata e senza precedenti in tutti gli aspetti della società: una trasformazione importante e immediata, mai vista prima.

Come possiamo limitare il riscaldamento globale?

Il rapporto evidenzia come l'ambiziosa azione sul clima apporti molti benefici alla prosperità condivisa e alla stabilità economica: più posti di lavoro, maggiore accesso all'energia, accesso a trasporti sostenibili e miglioramenti della salute, solo per citarne alcuni.

L'IPCC chiarisce anche che il mondo ha sì la comprensione scientifica, la capacità tecnologica e i mezzi finanziari per affrontare i cambiamenti climatici, ma quello di cui abbiamo bisogno adesso è la volontà politica di accelerare azioni concrete senza precedenti, necessarie per stabilizzare l'innalzamento della temperatura al di sotto di 1,5 C.

Uno dei punti fondamentali e prioritari del "Global Warming of 1.5°C" è la necessità di decarbonizzare completamente le nostre economie, dal Rapporto emerge che le emissioni mondiali prodotte dall'uomo hanno raggiunto il loro massimo storico nel 2010, risultando pari a 49 miliardi di tonnellate di CO2. Si parla di un incremento pari a 1 miliardo di tonnellate di CO2 equivalente all’anno rilasciate in atmosfera.

La necessità di ridurre drasticamente il consumo di energia da parte dei settori come industria, trasporti e immobili non ha precedenti, l'obiettivo che l'IPCC indica come necessario è infatti una riduzione del 45% delle emissioni globali di anidride carbonica entro il 2030.

Questi obiettivi hanno bisogno di incentivi che passano anche per l'aumento del prezzo del carbonio, fino a livelli di 100 dollari a tonnellata, rispetto ai 20-25 attuali. Allo stesso tempo bisogna accelerare il passo nell'introduzione di tecnologie che possano garantire un assorbimento, cattura e stoccaggio dei gas serra presenti nell'atmosfera, che però sono ancora molto indietro.

Se l'obiettivo di 1,5˚C deve essere raggiunto, gli investimenti in tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio e l'efficienza energetica dovranno aumentare di circa il 5% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2015.

Le conseguenze di questo scenario spaventano, gli scienziati dell'IPCC parlano di un significativo peggioramento per siccità, inondazioni, calore estremo e povertà per centinaia di milioni di persone. Gli impatti colpiranno duramente i più poveri e i più vulnerabili, a causa della perdita di mezzi di sussistenza, dell'insicurezza alimentare, del dislocamento della popolazione, degli effetti sulla salute e molto altro ancora.

"Si tratta di uno dei report più importanti mai prodotti dall'IPCC, e senza dubbio uno dei più necessari", ha affermato Hoesung Lee, a capo dell'ente, "il cambiamento climatico sta già impattando sulle persone, sui mezzi di sostentamento e sugli ecosistemi di tutto il mondo".

Senza una reale trasformazione nella società conseguire uno sviluppo sostenibile sarà estremamente difficile, se non impossibile.

Come possono le imprese guidare la transizione verso un mondo Carbon Neutral?

La lotta al Climate Change, anche prima della pubblicazione del Report IPCC, deve essere considerata una questione globale. Scienziati ed esperti del tema hanno dimostrato come il settore privato possa svolgere un ruolo prioritario nella lotta al cambiamento climatico, concentrando le attività di riduzione delle emissioni in opzioni a basso costo e nella scelta consapevole di finanziamenti in linea con gli obiettivi e la mission aziendali.

Si sta finalmente affermando nel settore privato un nuovo modello di gestione del rischio climatico, e sono numerose le iniziative che si muovono con la speranza di una concreta transizione verso un mondo Carbon Neutral.

Tra queste l'iniziativa Science Based Target (SBT), un percorso definito per una crescita a prova di futuro sostenibile, specificando di quanto e quanto velocemente un'impresa deve ridurre le proprie emissioni di gas serra.

Gli obiettivi per ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) sono considerati "basati sulla scienza" se in linea con il livello di decarbonizzazione richiesto per mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi rispetto alle temperature preindustriali, come descritto nel Fifth Assessment Report dell'Intergovernal Panel on Climate Change (IPCC), e nell'Accordo di Parigi.

Sono più di 130 le aziende che hanno fissato obiettivi basati sulla scienza nel tentativo di affrontare le sfide climatiche, aziende come Tesco, BT e Carlsberg rimangono invece le uniche tre società ad aver ricevuto la verifica per obiettivi più ambiziosi in linea con la traiettoria di 1,5 ° C.

Un'altra iniziativa che sta riscuotendo successo nel settore privato è la cosiddetta "Task Force on Climate-related Financial Disclosures", per la diffusione volontaria di comunicazioni rilevanti legate al clima, da effettuare nel quadro delle comunicazioni finanziarie ufficiali.

Le raccomandazioni hanno il principale obiettivo di guidare il settore privato a comunicare in modo chiaro, comparabile e consistente, le informazioni di cui hanno bisogno gli investitori, i finanziatori e le compagnie di assicurazione per valutare correttamente i rischi e le opportunità legati al clima.

Che vi siano sostanziali benefici economici e di sviluppo derivanti dall'azione per il clima le imprese, e non solo, lo hanno capito ma non basta: abbiamo bisogno di un'azione climatica più forte e capace di accelerare la transizione verso un'economia a zero carbonio in tutti i settori.

IPCC Report 2018: the transition to a zero-emission world can no longer wait