Clean Development Mechanism: a crucial resource for mitigation actions

Possiamo senza dubbio considerare il Protocollo di Kyoto come il primo importante accordo a livello internazionale in cui si è mostrato una presa in considerazione e attenzione globale dei rischi legati al cambiamento climatico; ed è grazie a questo accordo che è stato istituito il meccanismo Clean Development Mechanism (CDM), uno dei tre meccanismi flessibili, insieme a Joint Implementation ed Emissions Trading, divenuti parte imprescindibile della transizione verso un modello di economia a basse emissioni di carbonio.

Il CDM consente ai progetti di riduzione delle emissioni implementati nei paesi in via di sviluppo di generare e certificare i cosiddetti crediti di carbonio (CER), un credito di carbonio rappresenta la rimozione di una tonnellata di CO2 equivalente dall'atmosfera. Questi crediti possono essere scambiati, venduti ed utilizzati dai paesi industrializzati per raggiungere una parte dei loro obiettivi di riduzione delle emissioni.

In particolare, il CDM è stato progettato per soddisfare un duplice obiettivo: da una parte aiutare i paesi sviluppati a rispettare gli impegni assunti a partire dal Protocollo di Kyoto per ridurre le proprie emissioni, e allo stesso tempo aiutare i paesi in via di sviluppo a conseguire uno sviluppo sostenibile a lungo termine; dall'altra parte i progetti CDM generando i crediti di carbonio, vendibili poi sul mercato regolamentato, creano valore di mercato e opportunità di business.

Dal 2011 sono oltre 8.100 i progetti e programmi sul clima sviluppati con il meccanismo CDM, in ben 111 paesi in via di sviluppo, investendo oltre 300 miliardi di dollari, per un totale di 2 miliardi di tonnellate di CO2 evitate in atmosfera.

Come la stessa lotta al cambiamento climatico, anche il meccanismo CDM ha dovuto affrontare sfide impegnative sin dal suo inizio; tra queste sicuramente il crollo della domanda e dei prezzi dei crediti negli ultimi anni, e le molte critiche ricevute riguardanti l'integrità ambientale e l'addizionalità dei progetti; ma ciò che è chiaro è che il CDM, nonostante tutto, ha prodotto e sta apportando tuttora un contributo significativo alla lotta globale al cambiamento climatico.

Accrescere l'ambizione delle proprie azioni di mitigazione e promuovere lo sviluppo sostenibile

Come possiamo mobilitare gli investimenti del settore privato nella lotta concreta al Climate Change e lo sviluppo sostenibile? Parte della risposta risiede sicuramente nel meccanismo CDM e nel ruolo che esso può svolgere nel catalizzare gli investimenti.

Sono oramai sempre di più le società private che hanno fatto della mitigazione dei cambiamenti climatici una vera opportunità di business, come ha dichiarato il presidente del CDM Executive Board "Il CDM sta sfruttando il potere imprenditoriale dei mercati e del settore privato per raggiungere gli obiettivi sullo sviluppo sostenibile e sui cambiamenti climatici".

Il meccanismo ha incoraggiato e supportato aziende, organizzazioni, eventi e singoli a intraprendere azioni volontarie per ridurre le loro impronte di carbonio (Carbon Footprint), come si legge nel Report "Achievements Of The Clean Development Mechanism pubblicato dall’UNFCCC “dalla FIFA alla Microsoft, alla SONY, alle varie agenzie delle Nazioni Unite, sono sempre di più gli attori che agiscono concretamente per ridurre le loro emissioni e compensare quelle che non possono”.

I principali benefici per le aziende che investono in progetti CDM sono molteplici, dalla propria espansione in mercati di paesi emergenti e soprattutto in settore come l’efficienza energetica, l’innovazione tecnologica e molto altro; un beneficio economico tangibile reso possibile dalla vendita dei crediti ed un importante beneficio reputazionale, come azienda in grado di rispettare gli Accordi sul Clima (Protocollo di Kyoto e Accordo di Parigi) e contribuire concretamente al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile.

Carbonsink & Clean Development Mechanism: impegno concreto per uno sviluppo sostenibile

La mission di Carbonsink, supportare le aziende a gestire le emissioni di CO2 rendendole una opportunità di sviluppo, attraverso strategie di mitigazione del cambiamento climatico studiate su misura per ridurre, per quanto possibile, il quantitativo di gas serra prodotto e per ottenere un vantaggio competitivo durevole nel tempo, rispecchia completamente la mission del meccanismo CDM.  Nato proprio all’interno del protocollo di Kyoto per mostrare che le azioni volte a mitigare i cambiamenti climatici apportino innumerevoli benefici collaterali in termini di salute umana, posti di lavoro, riduzione della povertà ed altri aspetti cruciali per lo sviluppo sostenibile.

Il meccanismo dei crediti di carbonio è stato introdotto per la prima volta proprio con l'approvazione del Protocollo di Kyoto, e la sua entrata in vigore nel 2005, come meccanismo finanziario in grado di compensare gli effetti di quelle emissioni che non sarebbero state altrimenti ridotte e che ha reso possibile l'adozione di strategie di mitigazione del cambiamento climatico ad hoc.

Carbonsink sviluppa progetti di mitigazione del cambiamento climatico utilizzando i più importanti e riconosciuti standard internazionali di certificazione come il citato meccanismo CDM, ed è diventata leader in Italia per quanto riguarda lo sviluppo di progetti ad impatto positivo che generano crediti di carbonio in paesi in via di sviluppo, principalmente Carbonsink ha maturato una forte esperienza sul campo grazie ai progetti di sviluppo sostenibile sviluppati in Africa.

I principali progetti sviluppati da Carbonsink con il Clean Development Mechanism dell'UNFCCC sono programmi di efficienza energetica, volti alla mitigazione climatica attraverso l'utilizzo di tecnologie efficienti per cucinare (Improved Cookstoves). Tra questi il progetto in cui Carbonsink si è occupato della distribuzione di stufe sostenibili ad uso alimentare nelle città di Maputo e Pemba; questo progetto a partire dal 2015 ha distribuito circa 14.000 stufe nella città di Maputo per un totale di oltre 40.000 tCO2 all'anno, e nella città di Pemba 5.000 stufe per un totale di circa 7.000 tonnellate di CO2 annuali evitate.

Se consideriamo che il 90% della popolazione nei distretti Mozambicani, come Maputo, usa stufe a bassa efficienza energetica e un grande consumo di carbone, lo spreco di denaro e tempo per le famiglie è un vero problema. La combustione di carbonio causa inoltre emissioni di gas che sono alla base dei problemi di salute dovuti alle infezioni nelle vie respiratorie, specialmente nelle donne e nei bambini, le categorie più esposte all’inalazione dei fumi.

Carbonsink, convinta che progetti come questo possano contribuire concretamente agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, è partner di Global Alliance for Clean Cookstoves, un’iniziativa pubblica-privata guidata da United Nations Foundation, volta a salvare vite, migliorare il sostentamento, rafforzare le donne e preservare l’ambiente, creando un florido mercato globale nell’ambito di metodi di cucina più ecologici.

Principalmente i progetti di efficienza energetica che coinvolgono direttamente le comunità locali come quelli che prevedono la distribuzione di stufe efficienti per cucinare aiutano le famiglie più vulnerabili a ottenere l'accesso ai più elementari diritti umani. Oltre a contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra in linea con l'Obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) numero 13 dell'ONU, dedicato alla lotta al cambiamento climatico, i progetti CDM hanno l’obiettivo di apportare benefici di sostenibilità a lungo termine per le famiglie locali, le PMI, le istituzioni e le comunità.

Attraverso il semplice processo di acquisto di crediti di carbonio, le organizzazioni indirizzano la finanza verso economie ed ecosistemi in forte difficoltà. Ciò significa che il loro finanziamento non sta solo aiutando a mitigare i cambiamenti climatici, ma contribuisce al miglioramento concreto delle comunità garantendo un miglioramento delle condizioni di vita e apportando benefici sociali, economici ed ambientali su scala globale.

Clean Development Mechanism: a crucial resource for mitigation actions